Cervesina, Italia

Circuito Tazio Nuvolari: la pista di una famiglia che trasportava ghiaia dal Po

Circuito Tazio Nuvolari a Cervesina: la pista costruita dalla famiglia della ghiaia del Po, ampliata da 2,8 a 5,26 km, la finale del National Trophy 2024 e le prove del mercoledì.

Come arrivare

Tipo
circuito
Lunghezza
5,26 km
Apertura
2013
Apri in: OpenStreetMap · Google Maps©︎ OpenStreetMap

Annibale Traversa, classe 1899, cominciò come carrettiere: trasportava ghiaia dalle anse del Po ai cantieri attorno a Pavia. Da quel lavoro nacque nel 1951 un'impresa di trasporti e nel 1972 l'azienda Traversa Calcestruzzi e Strade, guidata ormai insieme ai figli Renato, Sergio e Vincenzo. Cento anni dopo la nascita dell'attività di famiglia, Giorgio Traversa, figlio di Vincenzo, decise di celebrare l'anniversario con un circuito a Cervesina, in pianura, a due passi dal Po. Il Circuito Tazio Nuvolari ha aperto nel 2013 come anello di circa 2,8 km. Oggi misura 5260 m e il gestore lo presenta come il secondo circuito d'Italia per lunghezza.

LocalitàCervesina, provincia di Pavia, Lombardia; Strada Provinciale 12 per Corana, in pianura presso il Po, a circa 70 km da Milano
Tipocircuito permanente per auto e moto, con strutture per prove e omologazioni di veicoli
Lunghezza5260 m (anello completo); anello originario del 2013: 2805 m
Configurazioniomologate da ACI Sport: 5260, 4675, 4667, 4152, 2804 e 2453 m; gli anelli da 2805 m e 2454 m possono funzionare contemporaneamente, con ingressi, paddock e box separati
Rettilineo più lungo970 m sull'anello completo; 720 m su quello originario
OmologazioniACI Sport: grado 2 nazionale; FMI: gare di velocità, grado A, 2º livello
Costruzioneda giugno 2011; ampliamento dal 2020, descritto come concluso a ottobre 2023
IdeatoreGiorgio Traversa, descritto anche come proprietario negli anni 2016–2020
GestoreNuvolari 5260 Srl con sede a Milano; nel 2024 Coger s.r.l.
Eventi principaliCIV Junior (2023), finale del National Trophy (2024), Nivola Rally Show (2026), campionati regionali di velocità FMI
Statoin attività; prove libere ogni mercoledì

Uno stagno al posto della cava

Il terreno su cui sorge il circuito ha una sua storia. Un testo della rivista «Italia Più» del settembre 2013, che il gestore ha ripubblicato sul proprio sito, dice che su quell'area c'erano prima un laghetto con una cava di estrazione e poi un laghetto per la pesca sportiva. Lo stesso Traversa ne parlava in modo pragmatico. «Avevamo questo terreno da valorizzare, l'idea della pista ci è sembrata la più intelligente», spiegava a «La Provincia Pavese», e il portale Moto.it, che ha riportato queste parole, indicava anche l'importo dell'investimento: 6 milioni di euro. Nel 2016 disse al cronista di «Panorama»: «Una nascita un po' paradossale [...] perché io sono prima di tutto un appassionato di fuoristrada».

I lavori iniziarono nel giugno 2011 su un'area di 260 mila m², e le opere stradali ed edili furono eseguite dall'azienda di famiglia. Michele Orione, che dal 2018 era responsabile della comunicazione al circuito, raccontò a «La Gazzetta dello Sport» che in questo modo Traversa realizzava un sogno d'infanzia, avere una propria pista, e che affidò il progetto del tracciato all'ingegner Adamo Leonzi, noto nel motorsport italiano per aver partecipato alla progettazione di diversi autodromi. Il primo sito web della struttura, del 2012, elencava i suoi punti di forza: una strada parallela con cavalcavia, lungo la quale le ambulanze avrebbero raggiunto ogni punto del tracciato, un centro medico con eliporto, due grandi vasche con separatori d'olio, da cui l'acqua piovana scesa dall'asfalto sarebbe tornata a servire per l'irrigazione e per le prove sul bagnato, e terrapieni fonoassorbenti in terra armata, in parte già inerbiti.

L'intitolazione fu una scelta di cuore. Traversa era un ammiratore di Tazio Nuvolari. Il diritto di usare il nome del pilota mantovano lo ottenne, come disse, in base a un accordo con l'Automobile Club Mantova, a cui appartiene il marchio, compresa la celebre tartaruga di Gabriele D'Annunzio, con la dedica all'«uomo più veloce» da parte dell'«animale più lento». L'attuale gestore aggiunge una motivazione più vicina alla pista stessa: Nuvolari fu prima motociclista, poi pilota di automobili e in entrambe le discipline vinse, e a Cervesina girano sia le moto sia le auto.

L'ultimo muro di gomme

La prima presentazione ufficiale del circuito fu raccontata da «La Provincia Pavese» nell'edizione del 24 ottobre 2013. Una parte dei lavori era ancora in corso, ma in pista si svolgevano già i test e le gare erano annunciate per la primavera. Il direttore generale Matteo Campanini disse che la federazione motociclistica aveva espresso parere positivo per tutte le discipline fino alla Superbike, e la federazione automobilistica CSAI per le categorie fino alla GP2. Tra gli ospiti c'era Arturo Merzario, il pilota che negli anni Settanta approdò alla Ferrari e che all'epoca dirigeva la scuola di pilotaggio Merzario Academy; il giornale lo descrisse come uno dei principali sostenitori del progetto di Traversa.

«Sebbene i lavori non siano ancora finiti [...] io posso già vedere come sarà il circuito una volta che anche l'ultimo muro di gomme sarà posizionato; è un progetto ambizioso, soprattutto in tempi difficili come questi, ma sono convinto che alla fine questo impianto si ritaglierà un posto di primo piano nel panorama nazionale».

Mauro Pane, campione del mondo di Formula 1 storica, che aveva preso parte alle riprese del film Rush, portò quel giorno tra l'altro una Brabham con motore Alfa Romeo del 1978. L'auto rimase ai box, perché il tempo non lo permise.

L'anello originario misurava 2805 m, aveva undici curve, cinque a sinistra e sei a destra, una larghezza da 12 a 13 m e un rettilineo principale lungo 720 m. Orione metteva in guardia dalla prima impressione: il circuito «sembra un grosso kartodromo, ma è una falsa impressione», perché curve che a prima vista sembrano simili vanno affrontate ciascuna in modo diverso. Il cronista di «Panorama», arrivato qui nella primavera del 2016 per una giornata in pista dedicata alle moto, scrisse che su quel rettilineo un pilota esperto in sella a una mille raggiunge i 270 km/h. Nel paddock notò vecchi autobus e caselli autostradali degli anni Ottanta e Novanta.

Nei primi anni Cervesina fu soprattutto un circuito per i test. «La Gazzetta dello Sport» scriveva nel 2020 di sei anni di gavetta in questo ruolo e del fatto che finora vi si erano svolte poche gare, per giunta di secondo piano. Orione sottolineava che il circuito era diventato la prima scelta dei team della zona per test e shakedown, cioè i primi giri dopo l'assemblaggio dell'auto, e accanto a questi si tenevano giornate in pista ed eventi privati. Nel 2015 il club Officine Alfieri Maserati International vi celebrò il centenario del marchio, e in pista scese tra l'altro una Maserati V5 del 1931. Nel giugno 2018 gli istruttori dell'associazione Di.Di., fondata dal pilota Emiliano Malagoli, insegnarono qui a guidare la moto a una ventina di giovani amputati e paraplegici; anche tutti gli istruttori erano persone con disabilità. Per il weekend successivo era in programma il secondo round dell'Octo Bridgestone Cup, campionato italiano di moto per piloti con disabilità nelle classi 600 e 1000.

La stampa locale riferì anche di un incidente del 10 marzo 2019. Durante il raduno «500day» un'auto con a bordo un conducente di 27 anni e una passeggera di 23 anni urtò il muretto del circuito. Il conducente, in condizioni più gravi, dopo essere stato stabilizzato sul posto fu trasferito in elisoccorso all'ospedale San Gerardo di Monza, la passeggera in ambulanza all'ospedale di Pavia.

Il pavé per i costruttori

Il circuito cominciò a servire anche a qualcosa di diverso dal girare in tondo. Nel gennaio 2020 «La Provincia Pavese» descriveva un evento internazionale di due settimane che Audi Italia e Audi Sport avevano organizzato a Cervesina per più di mille ospiti provenienti da Australia, Stati Uniti, Giappone, Cina, Qatar, Abu Dhabi ed Europa. Guidavano tra l'altro i modelli RS4, RS6 e R8 sotto la supervisione di collaudatori, e il SUV RSQ8 ebbe qui l'anteprima italiana. Lo stesso giornale annunciava tratti di strada con fondi diversi, dall'asfalto al pavé, su cui i costruttori avrebbero potuto omologare i nuovi modelli.

Oggi questa parte opera sotto il nome di Nuvolari 5260 Proving Ground. Secondo il gestore ha cinque complessi su più di 569 mila m², tra cui 200 m di pavé ondulato, piastrelle con coefficiente di aderenza 0,2, piste per le prove dei sistemi ABS con irrigatori e pareti d'acqua e un fondo conforme alla norma ISO 10844, cioè destinato alle misurazioni del rumore dei veicoli. Il gestore vanta la collaborazione con il Politecnico di Milano, le cui squadre hanno collaudato qui prototipi che poi hanno gareggiato nei campionati mondiali delle rispettive categorie; i veicoli si trovano oggi nell'area Paddock Club. Nel 2022 il circuito è stato il set di una pubblicità nazionale di Renault Italia. Su uno dei tratti sperimentali si trovano 160 m di ciottoli di fiume. L'azienda di famiglia dei Traversa cominciò trasportando ghiaia dalle anse del Po.

Quindici metri in più del Mugello

L'allungamento del circuito era in programma da tempo. Il cronista di «Panorama» già nel 2016 sentì parlare di un ampliamento a più di 4 km, senza che nessuno rivelasse le date. Nel giugno 2017 il sindaco di Cervesina Taramaschi disse al sito vogheranews.it che il progetto era stato presentato in Comune, lo avrebbe finanziato un investitore privato, avrebbe riguardato anche il comune di Corana e poteva essere pronto in due anni. I lavori partirono però solo nel 2020: il 9 marzo «La Provincia Pavese» scriveva che andavano avanti da qualche giorno. Orione contava allora che le prime auto girassero sul nuovo anello a fine estate e non prevedeva eventi prima del 2021. Sottolineava inoltre che Traversa portava avanti il progetto personalmente, «senza appoggi esterni di sorta».

Orione rivelò l'obiettivo alla «Gazzetta dello Sport»: 5251 m, per superare il Mugello e diventare il secondo circuito più lungo d'Italia. Le vecchie curve sarebbero rimaste, solo che dall'ultima il tracciato avrebbe svoltato a sinistra, invece di tornare al traguardo, in un tratto veloce con due rettilinei lunghi quasi un chilometro, tre curve veloci e sei lente. Alla fine di aprile 2020 Automoto.it riferiva che i lavori erano stati interrotti dalla pandemia di coronavirus e stavano per riprendere, e che il circuito sarebbe stato pronto per la stagione 2021.

Il termine slittò di anni. Nell'agosto 2023 amotomio.it scriveva che il nuovo tratto era pronto e che era iniziata la pratica per le omologazioni. A ottobre Corsedimoto.com riferiva di lavori conclusi: erano stati aggiunti 2454 m, l'anello completo misura 5260 m e il suo rettilineo più lungo 970 m; il circuito attendeva ormai solo le omologazioni. Nella primavera 2024 il sito del gestore descriveva l'anello da 5260 m, divisibile in due piste indipendenti, da 2805 m e di circa 2,45 km, e a giugno vi compariva l'annuncio di prove libere su quell'anello. A settembre la sezione Ticino dell'Automobile Club Svizzero organizzò la sua giornata in pista sulla variante lunga; secondo il Touring Club Svizzero fu scelta su richiesta dei partecipanti. Il Mugello indica sul proprio sito 5245 m, quindici metri in meno.

È cambiata anche la società di gestione. Ancora nel 2024 il piè di pagina del sito citava Coger s.r.l., oggi il circuito è gestito da Nuvolari 5260 Srl con sede a Milano e direttrice generale del circuito è Giulia Brignoli. Il gestore elenca ciò che è cresciuto attorno all'asfalto: la Cascina Belvedere, antica cascina lombarda al centro del circuito, ristrutturata nel 2018, il Paddock Club con 17 box ultimato nel marzo 2024, un bar in una carrozza delle ferrovie svizzero-tedesche, una sala riunioni in un tram storico «Milano» e tribune con più di 600 posti.

Finale senza il leader

Nell'agosto 2023 a Cervesina si disputò la quinta e penultima prova del CIV Junior, campionato italiano giovanile di motociclismo, per il quale erano annunciati più di cento piloti in cinque categorie; in MiniGP in palio c'era la qualificazione alla finale mondiale di Valencia. Nell'autunno 2024 qui si chiuse la stagione del National Trophy, serie di gare organizzata dal Moto Club Spoleto. La finale era in programma il 12 e 13 ottobre. Qualche settimana prima, in un incidente durante una gara sul circuito di Frohburg, in Germania, era morto il milanese Luca Salvadori, di 32 anni, che aveva vinto le prime quattro gare della stagione nella classe 1000 e guidava la classifica. Il suo principale rivale Filippo Rovelli e la squadra Pistard Racing Team annunciarono che non avrebbero partecipato agli ultimi due round, a Imola e a Cervesina, affinché il titolo restasse a Salvadori. Il responsabile della squadra, Gianluca Galesi, lo spiegò così:

«L'unico modo per fargli un saluto da parte nostra è quello di non partecipare alle ultime due gare per far sì che Luca possa festeggiare e vincere il titolo che ha sempre voluto».

L'organizzatore ritirò definitivamente il numero 23, con il quale correva Salvadori, e il titolo nella classe 1000 gli fu assegnato postumo. Secondo «Motosprint» la stagione del National Trophy si concluse a Cervesina. Il circuito ritorna anche nel calendario dei campionati regionali di velocità: secondo la federazione motociclistica FMI, a fine settembre 2026 il quinto round del CRV si è svolto sull'anello da 2,8 km, insieme a un giro in memoria di Nino Di Gangi e alla nuova coppa per amatori Performance Cup. Qui si è disputato anche l'ultimo round della stagione 2026 della serie europea KlassGP per prototipi a due tempi della classe 125. Per il 14 e 15 febbraio 2026 ACI Sport annunciava a Cervesina il debutto del rally in pista: il Nivola Rally Show, primo round del Circuit Rally Trophy, con cinque prove speciali per una lunghezza complessiva di 66 km sull'anello di 5,2 km e 26 equipaggi, tra cui quattro Citroën C3 WRC+.

I mercoledì a Cervesina

Per un pilota amatoriale la via più semplice per scendere in pista passa dal gestore stesso: ogni mercoledì Cervesina è aperta per le prove libere. Le auto girano a turni di 25 minuti, alternando le auto stradali, GT e da corsa con le monoposto formula e i prototipi a ruote scoperte, a seconda della data, sull'anello classico da 2805 m o su quello completo da 5260 m. All'inizio di ottobre 2026 il negozio del gestore richiedeva l'acquisto online di almeno due turni da 105 euro, IVA al 22% inclusa; i turni successivi costavano sul posto 115 euro, e la giornata si teneva solo con almeno dieci auto paganti. Sono richiesti patente e documento d'identità, casco omologato (sul posto non c'è noleggio), gancio di traino e una liberatoria firmata. La licenza è «vivamente consigliata» e un'auto che al controllo fonometrico supera i 105 dB non scende in pista. Il passeggero maggiorenne paga 15 euro a turno, i passeggeri minorenni non sono ammessi affatto.

Il circuito viene noleggiato anche da organizzatori esterni. Track4fun.com annunciava per l'11 ottobre 2026 sei ore di pit lane aperta (open pit lane, cioè ingresso in pista in qualsiasi momento) per auto stradali e da corsa di qualsiasi marca sull'anello da 5260 m, a 200–500 euro IVA inclusa, con limite di 105 dB e slick ammessi. Il tedesco Pistenclub proponeva la giornata del 10 ottobre a partire da 490 euro, ma ai suoi eventi in Italia, per motivi legali, possono partecipare solo i soci registrati del club. Arrivano anche gli svizzeri: la giornata in pista della sezione Ticino dell'ACS nel settembre 2024 costava da 390 a 490 franchi, a seconda dell'iscrizione al club.

Per il 1º marzo 2026 l'Automotoclub Storico Italiano ha programmato a Cervesina l'ASI in Pista Spring Experience, una giornata in pista per auto d'epoca costruite fino al 2005 e da competizione fino al 1995. L'elenco contava circa cento vetture. La più vecchia era un'auto sportiva del 1948, costruita artigianalmente sul telaio di una Fiat 500 Topolino, la più recente una Ferrari 612 Scaglietti del 2005. L'ingresso per il pubblico era gratuito.

Fonti (44)